A cat and his man

I gatti sono saggi e vedono bene l’anima delle persone, ma te lo fanno capire a graffiate e fusa ben dosate in base a loro schemi di riferimento che nessuno può modificare. Sanno tutto della vita, ma rivelano il loro sapere per enigmi, che solo chi sa guardarli per ore mentre soffiano alla luna può interpretare. Per i più, sono solo versi da gatto. (M.A)

A maggio cercavo un libro da regalare a una zia che adora i gatti e mi sono imbattuta in una serie di storie che in libreria hanno “sfondato”, ma che finivano tutte allo stesso modo. Triste.

Da quando da piccola ho versato fiumi di lacrime per la povera mamma di Bambi ho capito alcune cose della vita: dovevo diventare vegetariana (e prima o poi vegana, me lo sento) e soprattutto non avrei mai più tollerato le storie in cui l’animale protagonista moriva.

Cercando e cercando ho così trovato A Street Cat Named Bob (A spasso con Bob, in Italiano). L’ho comprato ispirata dalle recensioni positive, dal fatto che in Gran Bretagna era diventato un best seller in brevissimo tempo, ma soprattutto perché l’ending era veramente happy per tutti. Gatto compreso.

Pur senza leggerlo decisi che sarebbe stato il regalo perfetto per la zia,  avida lettrice, gattofila e soprattutto pensionata con tanto tempo per leggere. Io avrei già voluto leggerlo allora, ma non avevo molto tempo, tra Bambino e gli esami della scuola, imminenti a giugno, così ho pensato che un giorno glielo avrei chiesto in prestito. Nel frattempo, però, in giro per internet incappo in un modo o nell’altro nel gatto Bob e il suo proprietario, il londinese James Bowen, artista musicista di strada con un passato di disperazione e solitudine. Quel genere di passato che normalmente fa rima con droghe. Ma i video sulla rete mostrano James sorridente a spasso con Bob per Londra, o in libreria dove il gatto, ormai una star, guarda sornione i clienti che acquistano l’ennesima copia del libro…

Io e Bambino, gattofili noi stessi, abbiamo seguito il gatto Bob in giro per il web tanto da considerarlo anche un po’ “nostro”. Come mi è capitato di dire a Marzia sul suo blog, i gatti ti cercano e ti trovano loro. Anche quando pensi di essere tu a cercarli e a trovarli. E’ capitato sempre così con i miei gatti. E così è capitato con Bob il gatto londinese.

Ad agosto andiamo a Londra e ci troviamo a passeggiare per Covent Garden e, senza avere letto il libro e senza sapere che proprio là lo avremmo trovato, ci dirigiamo verso Neal’s Street per andare a Neal’s Yard.

E ad un tratto eccolo: ecco James e Belle e… Bob. Sono lì, all’angolo della strada che chiacchierano con le persone che si sono fermate a fare i complimenti a Bob, che è un gatto bravissimo e si fa accarezzare da tutti senza scomporsi più di tanto. Belle ci sorride quando le diciamo che veniamo dall’Italia e che Bob lo conosciamo anche noi. E poi James, l’autore del libro che saluta Bambino che gli dice che se vuole può accarezzare Bob quanto gli pare, che lui deve andare via un attimo, ma ci chiede di aspettarlo per fare poi una foto insieme. Quando torna sorride per le foto, ci stringe la mano e ci fa vedere una copia italiana del suo libro e ci firma un autografo (suo e di Bob!). E quando ce ne andiamo ci saluta come se fossimo amici da sempre. Gli lasciamo qualche sterlina, ci incamminiamo verso Neil’sYard e ci sentiamo come quando per caso si incontra una star.

Tornata a casa, Bob, il gatto che in un certo senso ha cercato e trovato anche me, mi fa pensare che forse non devo aspettare tanto e devo leggere la sua storia al più presto. Faccio un nuovo acquisto e prendo il libro, per me questa volta. In inglese, così magari lo uso da leggere a scuola, invece del libro di testo noioso e finto.

Lo leggo rosicchiandomi i piccoli ritagli di tempo libero che Bambino, la scuola e l’Everest di panni da stirare ogni settimana mi lasciano a disposizione. E’ una storia semplice e James Bowen non è Shakespeare, ma mi ha fatto riflettere su cose complicate. James racconta che una volta che lui comincia a girare per Londra con Bob accanto, il frenetico mondo londinese che lo circonda e lo giudica come solo l’indifferenza umana sa fare nei confronti di chi per lavoro dipende dalle monetine altrui (James non elemosina, canta: è un artista di strada), cambia: questi passanti distratti o infastiditi che spesso sono i suoi stessi vicini di casa, lo vedono sotto un’altra luce, o meglio lo vedono.

Ci sono due frasi nel libro che mi hanno molto colpita: “It was as if my Harry Potter invisibility cloak had slipped off my shoulders” e “Seeing me with my cat, softened me in their eyes. It humanised me. Especially after I’d been so dehumanised. In some ways it was giving me back my identity. I had been a non-person; I was becoming a person again”.

La storia di James, che grazie a Bob, un gatto più disperato di lui all’inizio, ritorna ad avere un’identità fino ad allora negata, mi ha fatto pensare che d’ora in avanti quando getterò qualche moneta ai musicisti, ai mimi, alle statue umane che movimentano anche le piazze della mia città mi fermerò anche a vedere se hanno voglia di fare due chiacchiere. Anche se non hanno un gatto accanto a loro.

Con questo post provo a partecipare al venerdì del libro di homemademamma

Annunci

13 risposte a “A cat and his man

  1. Ciao! Piacere di “conoscerti”! Mi è piaciuto molto questo tuo post. Ho una coppia di amici gattofili a cui racconterò/regalerò questa storia (compreso il tuo incontro londinese, che di certo li manderà in visibilio). Mi hanno colpito le frasi che hai citato e la riflessione che ne è scaturita, comprensiva di buoni propositi. 🙂 E’ incredibile, infatti, come queste persone appaiano sempre come, appunto, delle “non persone”.
    A proposito di gatti, agli amici di cui sopra, ho recentemente regalato questo: http://www.edizionilpuntodincontro.it/libro-gatti-gatti-gatti-p-292.html E’ davvero carino e ti assicuro che non finisce male. Nel caso dovessi fare un altro regalo a tua zia … 😀
    Ti capisco e sono in sintonia con te quando dici del perchè sei diventata vegetariana (e prima o poi vegana), però non avevo mai considerato da questo punto di vista gli effetti di Bambi su di me. 🙂
    A presto!
    Tamara

    • Il piacere è mio, Tamara! Grazie mille per la visita e il suggerimento libresco-gattesco, mi ispira tantissimo. I regali alla zia finiscono sempre per piacere anche a me e li compro sempre in duplice copia! 🙂
      Gli effetti di Bambi sono sempre dei terremoti in tutti i bambini e per questa ragione non ho ancora fatto apparire il libro in giro per casa.
      In merito alle non-persone, mi sono chiesta un sacco di volte cosa avrei pensato di James e Bella se li avessi visti senza Bob, in quell’angolo di Covent Garden. Mi sono chiesta quante volte anch’io ho guardato altrove e quante volte ho lasciato una monetina, pensando che alle persone possa bastare solo questo.
      Un abbraccio,
      Monica

  2. Ohhhh! Che bella storia quella di Tom e James, animali e uomini che si aiutano a vicenda con tanto amore. E che bello il vostro incontro, niente è casuale e me lo hai mostrato tu. La tua filosofia ha portato un gatto da noi ed è stata davvero un’ottima decisione!
    E poi … vedi che Harry Potter appare ovunque, aiuta a rappresentare le cose …
    Un abbraccio.

    • Carissima Marzia!
      Il maghetto mi sta perseguitando! Mi sa che dovrò riprovare a leggere il libro. Magari questa volta riesco a finirlo. Non sono mai arrivata neppure a metà del primo volume… Il problema è che ho incontrato prima Dahl, come ho spiegato in un commento a uno dei post precedenti…
      Però quasi quasi per il grandissimo affetto che provo per Alex, proverò di nuovo a farmi piacere anche questo Potter, dopo avere amato l’altra Potter!
      Un abbraccio al tuo maghetto speciale e alla splendida Miss Potter.
      Monica

  3. Benvenuta tra noi! Che avventura la vostra a LOndra e che libro fantastico. Come scrivi tu: anche secondo me sono i gatti che ci scelgono e non viceversa e spesso succede anche con i libri, come se ci chiamassero o ci aspettassero li’, proprio in quel luogo e in quel momento.
    Grazie di partecipare al VdL e grazie per questo splendido suggerimento
    Buon fine settimana
    Paola HMM

    • Carissima Paola,
      ma grazie a te!! Adoro la rubrica del VdL, grazie alla quale (attraverso i tantissimi suggerimenti settimanali) la nostra libreria si è riempita di preziosa carta (qui siamo antichi: l’ebook non è ancora tra noi!) scritta e illustrata meravigliosamente che ci ha fatto passare momenti meravigliosi.
      Un abbraccio,
      Monica

  4. Pingback: Homemademamma » Venerdi’ del libro: “Pensare come Leonardo”·

  5. Io ho avuto un gatto da ragazzina ma poi con la sua scomparsa la sofferenza è stata tale che non ne ho avuto più uno. So a chi potrei regalare un libro così… ne prendo nota.

    • Ciao Stefania. Grazie per la visita.
      Anch’io conosco il dolore per la perdita di tanti compagni felini con i quali ho condiviso tanti momenti belli in passato. Se però siamo destinati a un gatto, possiamo fare di tutto, ma il gatto prima o poi ci troverà. Il tuo ti sta ancora cercando. Quando vi troverete, il dolore della perdita dell’altro verrà dimenticato.
      Un abbraccio,
      Monica

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...