Polar Express and the magic of Christmas

“Mamma, V. non crede a niente, nemmeno a Gesù e mi ha detto che Babbo Natale non esiste: i suoi genitori le hanno detto che è il papà che mette i regali sotto l’albero.”

“Cucciolo,  Babbo Natale esiste nel cuore dei bambini che credono. Ricordi il Polar Express? Ci sono alcuni bambini, e molti grandi, che non sentono più il suono della campanella della slitta. Forse anche V. non lo sente già più. Ma noi lo sentiamo ancora, Bambino, noi lo sentiamo comunque. Qualunque cosa dica V.”

Cari mamma e papà di V., qui è la mamma di Bambino che vi parla. Era proprio necessario togliere alla vostra meravigliosa bambina biondicapelli quelle briciole di infanzia fatta di attesa di slitte e di renne, di camini meravigliosi che si aprono al magico passaggio dell’Uomo In Rosso la notte di Natale? Dovevate proprio toglierle la gioia dei campanellini tintinnanti e del naso rosso di Rudolph? Cosa legge la vostra piccola V. in questi giorni? La Gazzetta Ufficiale al posto del Canto di Natale di Dickens?

Cosa rimane ai bambini se togliamo loro anche la magia del Natale? Un buono sconto nel reparto giocattoli dell’ipermercato più vicino, da usare con la carta di credito di papà per comprare i regali, così poi li mette sotto l’albero?

Mi spiace, cari mamma e papà di V. e cara piccola V., che voi non crediate a niente, perché altrimenti vi avrei consigliato di leggere Polar Express di Chris Van Allsburg tutti insieme la notte prima di Natale, guardando attentamente le meravigliose illustrazioni, opera dell’autore stesso. Vi avrei parlato della storia estremamente delicata e poetica; della tristezza del bambino protagonista, che all’inizio del libro si ritrova spinto a forza fuori dall’infanzia, catapultato per colpa di un amico nel frenetico mondo di coloro che non sanno più gioire delle piccole cose e che passano il loro tempo a pensare che Natale è solo una grande seccatura, una perdita di tempo e un mucchio di soldi da spendere per riempire vuoti. Vi avrei detto di continuare a leggere la storia, perché è la storia del viaggio verso l’ignoto che questo bambino intraprende per arrivare in un luogo magico, vivere un’esperienza straordinaria e tornare indietro per ritrovarsi, come alla fine di ogni grande viaggio epico, cambiato.

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Vi avrei detto di come ci siamo sentiti bene, io e Bambino, dopo aver terminato il libro: perché il libro finisce bene, perché è un bel libro per bambini, ma di quelli che toccano il cuore dei grandi. Vi avrei detto poi di preparare una scatolina e colorarla a strisce rosse e bianche come quella che si può vedere nelle illustrazioni finali. Vi avrei detto di metterci dentro una campanellina, chiudere la scatolina con un fiocco di raso e infilarla la notte di Natale sotto l’albero, in fondo in fondo, e lasciare che la vostra piccola V. biondicapelli la trovasse come ultimo regalo. Vi avrei raccontato di grandi emozioni e manine bramose che frenetiche avrebbero snodato il fiocco e aperto la scatolina. Vi avrei raccontato di occhi che si illuminavano alla vista del contenuto, inatteso, sebbene conosciuto. Vi avrei raccontato di regali costosi passati in secondo piano rispetto a quel piccolo dono.

Io ho vissuto tutto questo, ma non ve lo racconterò, perché voi e la vostra piccola V. non credete a niente. Peggio per voi.

Io e Bambino ci crediamo ancora, sai,  piccola V. biondicapelli. E anche quest’anno leggeremo Polar Express tante volte prima di andare a dormire, per continuare a credere che finché avremo un cuore bambino, Babbo Natale ci abiterà dentro e ci verranno i lucciconi agli occhi quando sentiremo la nostra campanellina suonare.

E leggeremo Polar Express anche il giorno in cui guarderemo Papà che mette i regali sotto l’albero, ormai degno sostituto del Babbo che li ha portati per tutta la nostra infanzia.

E in quel momento penseremo anche a te, piccola V. biondicapelli, che, a soli sei anni, ti sei persa per strada un pezzetto di infanzia che era tuo di diritto.

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Questo post partecipa alla meravigliosa iniziativa del VdL di homemademamma (ti adoro, Paola!!)

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20 risposte a “Polar Express and the magic of Christmas

  1. adoro questo libro..poi ho visto pure il cartone …assieme ai pacchetti di babbo Natale metto sempre un campanellino come chiudipacco….d’altronde bisogna pur crederci alla magia del Natale..io l’adoro….

    • Ciao, grazie di essere passata.
      Anche noi abbiamo il DVD. Lo abbiamo acquistato dopo aver letto la storia. Il film è un po’ diverso, ma è stato mantenuto lo spirito e le immagini sono abbastanza fedeli alle illustrazioni del libro.
      Un abbraccio,
      Monica

    • Credo che in questo periodo non sia difficile trovarlo nelle librerie. Può essere un bel regalo di Natale. E’ uno di quei libri che si rileggono volentieri.
      Buon weekend anche a te e grazie della visita.
      Monica

  2. Che bella recensione, complimenti! Non ho letto il libro, di cui ho scoperto l’esistenza anno scorso, ma ho visto il film un paio di volte ed è davvero bellissimo. D’accordo con te: finchè si può è giusto che i bimbi vivano la magia del Natale!

    • Grazie Claudia, sono una tua lettrice e mi onora averti qui.
      La magia del Natale è l’essenza della magia dell’infanzia stessa. Natale e l’infanzia: due periodi spesso bistrattati. La regola oggi, pare sia quella dell’uscirne al più presto. E’ triste.
      Un abbraccio,
      Monica

      • Nei prossimi giorni, se trovo il tempo, scriverò un post riguardo il regalo che Topastro ha chiesto a Babbo Natale e vedrai che sorpresa. Babbo Natale esiste e Topastro avrà le prove 😉

  3. Pingback: Homemademamma » Venerdi’ del libro: “A che libro giochiamo?”·

  4. Ciao! Sapevo dell’esistenza del film, ma ignoravo quella del libro. Anch’io la penso come tu sul fatto che togliere il Natale ai bambini sia come togliere loro un meraviglioso pezzetto d’infanzia. Ricordo che da piccola, quando ormai avevo capito che Babbo natale non esisteva, mi ostinavo a voler credere in lui, attacandomi proprio a quest’idea, forse per non rinunciare a tutta quella magia o per provare a rifiutarmi di diventare grande.
    Eppure ci sono persone che la pensano come i genitori di V. e con le migliori intenzioni a volte. Vedi, ad esempio, una mia cognata che non vuole dire che i regali li porta Babbo Natale perchè dice che i bambini devono capire che i regali vengono direttamente dalle persone che ci vogliono bene…
    Io, però, ricordo che da bambina Babbo Natale portava regali diversi a seconda di chi glieli aveva commissionati… 😀

    • Da piccola anch’io ho boccheggiato per giorni quando mi è stata rivelata la verità sulla non esistenza di Babbo Natale (nel mio caso, di “Gesù Bambino”; che, se vogliamo, poteva avere conseguenze ben più drammatiche in una bambina nata in ambiente cattolico: “Gesù Bambino NON esiste???”). Per fortuna la mia famiglia ha saputo comunque mantenere, negli anni successivi all’anno della rivelazione, quel sapore magico dell’attesa del Natale che mi ha coccolato e che continua a coccolarmi ancora oggi in quello che, per alcuni, sembra essere il periodo più stressante della vita adulta. Spero di essere in grado di riuscire a trasmettere questa magia anche a Bambino.
      Un abbraccio,
      Monica

  5. Ho letto e riletto il tuo posto: ogni parola era perfetta! l’holetto più volte perhcè è quello che vorrei trasmettere a mio figlio (8 anni) quando mi riferisce di diversi compagni che dicono “io non ci credo”. Io a quelle mamme vorrei chiedere “perche’ togliere, così presto, una delle poche magie della vita”? e anche a quei bambini vorrei chiedere qualcosa, ma non sono figli miei.
    Questo pomeriggio ho portato i miei due bimbi a vedere “le 5 leggende” (non in 3D, non serve) e mi è venuto in mente il tuo post perchè ne è la naturale continuazione. Il film è bello, ci sono tutti i sogni in cui è bello credere: la fatina del dentino, Babbo Natale, l’uomo dei sogni. C’è anche l’uomo cattivo, quello degli incubi. Qual’è l’unico modo per allontanarlo? perseverare a credere nelle leggende, nelle cose belle.
    Ti racconto un fatto sciocco: anni fa, un 24 pomeriggio sul tardi, ero in giro con il mio bambino. Da lontano si è avvicinato un Babbo Natale, c’era un po’ di neve, le lucine dei negozi e poca gente. Per un attimo solo ci ho creduto ancora ed ero felice!

    alessandra
    http://ilmiograndecaos.blogspot.it/

    • Grazie per il bellissimo commento, Alessandra.
      Anche noi abbiamo visto (in 2D, la terza dimensione è inutile, hai ragione tu) il film Le 5 Leggende. Non a caso il titolo originale del film è The Rise of the Guardians, dove i guardiani sono “The Guardians of Childhood” , i Protettori dell’Infanzia, come li ha chiamati l’autore del libro da cui è stato tratto il film (il libro l’ho scovato tra i titoli di coda. E’ in arrivo e non l’ho ancora letto).
      Anch’io ho recepito il messaggio del film come hai fatto tu: l’unico modo per allontanare Pitch (la scelta del nome non è casuale: pitch dark in inglese vuol dire “buio pesto”, assoluta oscurità: la madre di tutte le paure e non solo infantili) e la paura che si porta dietro (quella del buio, del futuro o del diventare grandi) è credere nelle cose magicamente belle.
      Uscita dal cinema, con due bambini (Bambino e Amichetta) che hanno passato tutto il viaggio di ritorno a dirsi: “Io credo!!!!” (stesso messaggio di Polar Express) ho pensato che oltre al Venerdì del Libro bisognerebbe lanciare l’idea del, che so io, “il martedì del film”!!! Le 5 Leggende meriterebbe un bel post!
      Io ne ho fatto spunto per una lezione a scuola. Sono grandi, io insegno alla scuola media, molti non credono più già da tempo, ma per un’intera lezione sono riuscita a tenerli tutti a bocca aperta. E per un attimo sono tornati a credere. Spero che la magia non sia svanita col suono della campanella.

      • Ecco il titolo originale, assolutamente azzeccatissimo ed ecco perchè l'”uomo nero” si chiama Pitch. Mio figlio me l’ha chiesto e non ho saputo rispondere. Voglio assolutamente ritornare sull’argomento e lo farò partendo dal significato di questo nome. Appena uscita dal cinema ho pensato che il film valesse un post, davvero!

      • Il film è bellissimo. Nel frattempo è arrivato il libro “L’Uomo nella Luna” che ha ispirato la storia de “Le 5 Leggende”. Le illustrazioni sono bellissime, ma la storia in sé non mi ha entusiasmata. Forse dovrei leggere tutta la serie dei libri “Guardians of Childhood”…
        Attendo il tuo post sul film, quindi?? 😉
        Un abbraccio,
        Monica

  6. Non ho letto il libro, credo proprio che lo cercherò. Noi abbiamo lottato parecchio per far nascere in nostro figlio la magia del Natale, lui era disposto a non crederci già da piccolissimo ma poi ce l’abbiamo fatta! Sono certa che lo sappia da dove vengono i regali ma gli piace credere e leggere le storie e abbonare casa … troppa razionalità non porta gioia, i sogni iniziano anche così.
    Grazie per questa bellissima recensione.

    • Bambino è sempre stato un essere molto razionale fin dalla più tenera infanzia e io e Marito abbiamo più di una volta pensato che in realtà avesse capito già tutto, ma che desiderasse credere ancora. Ti faccio un esempio: l’anno scorso, la vigilia di Natale lo metto a letto e dopo la consueta lettura della buonanotte mi dice: “Mamma, basta leggere: io adesso mi addormento, tu vai pure di là ad aiutare Babbo Natale!”.
      Penso che il credere alla magia del Natale sia un “affare di famiglia”. Se in casa si respira magia, non c’è mente razionale che possa resistere!
      Un bacio al mio Alex preferito e alla miciona.

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