I’m the gingerbread man…

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… catch me if you can!

Per chi ancora non conoscesse la filastrocca, basta una “googolata”. Può essere un buon esercizio per ripassare i paradigmi dei verbi irregolari del simple past. Ad ogni verbo abbinate un gingerbreadman, et voila! La motivazione allo studio è servita!

Prima, però, fateli: sono facilissimi. Questa è la ricetta che (da quando sono stata investita del ruolo di regina della cucina) ho sempre seguito, tramandata nella mia famiglia dall’età dei datteri e dello zenzero!

 

200 grammi di farina

100 grammi di burro

100 grammi di zucchero (anche 70 vanno bene)

1 uovo

1/2 bacca di vaniglia

zenzero in polvere (a piacere) o fresco grattato fine (per un gusto più forte)

Io uso tutti ingredienti biologici e zucchero di canna integrale equo e solidale.

 

Versare al centro della farina e dello zucchero sulla spianatoia l’uovo, il burro fatto a pezzetti, la vaniglia (aprire in 2 la bacca e grattare i semini), lo zenzero.

Impastare e formare una palla di pasta che lascerete riposare in frigorifero per circa 30 minuti.

Infarinare la spianatoia e stendere la pasta a mattarello. Tagliare i biscotti a forma di ometto stilizzato.

Posarli su una teglia protetta da carta-forno. Infornare a 180 gradi per circa 10 minuti o fino alla doratura dei biscottini.

Decorarli a piacere.

 

Mangiarli ( 🙂 ) o chiuderli in una scatola di latta per un regalino home-made last minute.

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3 risposte a “I’m the gingerbread man…

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