Food for thoughts

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Ho cucinato qualcosa come il mio primo flan di lenticchie uscito fuori, in realtà, da un precedente esperimento culinario mal riuscito e ficcato in forno all’ultimo minuto dove è rimasto, dimenticato, per 2 ore e mezzo. Constatato che tutto sommato l’aspetto e il profumo non erano male l’ho conservato per il pranzo di oggi, consumato in una solitudine accompagnata da un milione di pensieri dopo la pesantissima mattinata. Ho affondato la forchetta nel flan senza guardarlo e ho assaggiato. Ho lasciato libere le associazioni di pensiero: morbido; quasi cremoso (nonostante le 2 ore in forno); morbido e cremoso come il cibo dell’infanzia; io adoro le cose morbide e cremose; anche Bambino adora  le creme e i cibi morbidi, il cibo… dell’infanzia, per l’appunto! Glom!

Il pensiero successivo è stato: io invece continuo a dire a Bambino che sono stufa di ridurre ogni verdura per lui in crema (crema di zucchine, crema di broccoli…);  io continuo a dirgli che deve imparare a mangiare tutto quello arriva in tavola, come lo preparo io, che sia in crema o in pezzi, che sia riso giallo o pasta ai piselli, anche se sistematicamente mi dice che il riso giallo e la pasta coi piselli non li vuole mangiare perché a lui non piacciono.

Questo mi ha fatto riflettere su quanto pesantemente, a volte, mi capita di interferire nella vita di mio figlio. E quanto sia sbagliato. Mio figlio è una persona, che come me ha il diritto di scegliere cosa e quanto mangiare. E se gli piacciono le verdure in crema io non devo interferire sui suoi gusti, perché un conto è guidare il figlio verso una corretta alimentazione, un conto è imporre cosa mangiare e in quale forma.

Poi questa sera leggo questo post di Marzia, pieno di saggezza “Alexiana”, che mi fa immergere nuovamente nelle riflessioni che facevo a pranzo. Cito: “Accade spesso che lui si indigni (davvero, eh) davanti ad adulti che danno direttive ai piccoli su aspetti pratici della vita, il cibo e i vestiti in prima posizione.”  

Come dargli torto?

Per fortuna sulle quantità non sono mai stata impositiva, credendo sempre nel motto delle bisnonne: “Bambino che non mangia non ha fame”.  

Alex, almeno da questo punto di vista, sarebbe fiero di me.

Messaggio di servizio per Marzia: Se domani trovi la polvere sulla libreria è perché invece di spolverare ho passato tutto il tempo a riflettere sulle cose che hai scritto nel post! 😉

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2 risposte a “Food for thoughts

  1. Ma la polvere è parte di una casa vissuta e da vivere … come la nostra!! Quindi tutto perfetto!
    So che ogni presa di posizione ci pone inevitabilmente di fronte a chi invece ha fatto scelte diverse ma talvolta occorre proprio dire “a me piace così”. Poi gli errori ci saranno per tutti, e gli assestamenti, è parte del gioco.
    Grazie per la condivisione e il confronto, come sempre.

    • Come mamma e come persona in generale sono in un continuo, incessabile, a volte faticoso, divenire. Ho dei paletti fissi e altri che si spostano a seconda della contingenza. Trovo che la coerenza debba necessariamente andare di pari passo con gli aggiustamenti in itinere. Errare è umano, meditare sugli errori e farsene spesso una colpa personale è…materno (non so, vedo i papà moooolto più easy dal punto di vista dell’autoanalisi del loro essere padri…).
      Spesso però mi faccio solo guidare dalla filosofia del “a me piace così” andando avanti a ritmo di marcia, con la testa bassa. Non credo molto nell’astrologia, ma forse essere del segno dell’ariete influisce! 😉
      Un abbraccio.

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