L’architettura dei miei viaggi

London bridge 2011

Una delle esperienze che più ha affascinato Bambino durante il suo primo viaggio a Londra nel 2011, quando aveva ancora solo 4 anni e mezzo, è sicuramente stata la gita sul Tamigi. Il tempo aveva decisamente aiutato: c’era un bel sole e un’aria tiepida che aveva reso piacevole la “crociera”. Partiti dal Westminster Millenium Pier (quello davanti al London Eye, per intenderci) abbiamo potuto ammirare gran parte dell’architettura che disegna lo skyline londinese comodamente seduti sul traghetto. Un simpatico intrattenitore infarciva le informazioni su ciò che noi turisti stavamo ammirando con aneddoti ricolmi di British humour che, espressi in cockney, risultavano tanto più divertenti quanto incomprensibili ai neofiti del London English (diverso dal British English, dal RP English, dal BBC English e soprattutto dall’Italian school English!!) e al 99% dei turisti Americani (ehehe) 😉

Passando sotto i vari ponti, prima di arrivare al Ponte (quello più famoso di tutti), non ho potuto fare a meno di fotografare il London Bridge.

Chiunque avrà sentito almeno una volta la strafamosa “London Bridge is falling down, falling down, falling down; London Bridge is falling down, my fair lady!”. Beh, rassicuriamoci: il London Bridge è ancora lì sano e salvo coi piedi ben saldi in mezzo al Tamigi. Ma allora, perché la rhyme?

Il London Bridge, se vogliamo è uno dei monumenti più rappresentativi delle esperienze architettoniche londinesi, perché ha visto, dopo la sua costruzione all’epoca dell’invasione dei Romani, una storia continua di distruzioni e ricostruzioni in epoche successive e tutti i materiali citati nella filastrocca sono stati usati per rimetterlo in piedi o fortificarlo. Un tempo aveva anche una copertura col tetto in paglia, i tipici thatched roofs proibiti poi in tutta la città di Londra dopo il devastante incendio del 1666.

Come ricordano tutti gli insegnanti di inglese della mia generazione, il ponte è anche protagonista di una leggenda metropolitana che racconta che una sua versione ricostruita nei primi anni dell’ ’800 venne poi venduta pezzo per pezzo a un americano convinto di avere acquistato (a prezzo vantaggioso!!) il Tower Bridge.

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La visita a Berkeley Castle, nel Gloucestershire ha invece risvegliato in me la fanciullina che da piccola sognava di diventare una principessa (ho avuto il complesso di Cenerentola per anni, poi…ho realizzato il mio sogno: oggi sono una cenerentola al 100% con scarsa attitudine al ruolo, visto che dimentico gomitoli di polvere ovunque). L’idea di abitare in un castello mi ha sempre affascinata e passeggiare tra le stanze del Berkeley Castle mi ha decisamente fatto sognare. Arrivata nella enorme cucina con mobili e utensili d’epoca non volevo più andarmene. So che una principessa non si sporca le mani in cucina, ma ecco, in questo potrei essere una dignitosa e degna eccezione.  La cucina purtroppo non l’ho fotografata, ma ho trovato una foto qui, per chi fosse curioso di vedere com’è.

Il castello oggi ha anche una butterfly house, che all’epoca in cui sono stata io non c’era, ed è uno dei pochissimi castelli inglesi aperti al pubblico, ma ancora abitati dalla famiglia originaria. Se volete saperne di più andate sul sito internet, ma soprattutto visitate il castello, che si trova in una zona molto bella dell’Inghilterra.

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Quest’ultima foto mostra il chiostro della cattedrale di Gloucester, cattedrale della diocesi anglicana della città, bellissima, suggestiva e piena di storia. Non avendo visto i film di Harry Potter non sapevo allora, mentre percorrevo il chiostro, di passeggiare un po’ nel mondo del mago più famoso del secolo. Ho scoperto il legame tra la cattedrale (e in particolare di questo chiostro) e il maghetto solo nell’immancabile shop che accoglie a fine visita i turisti, dove la mia attenzione è stata attratta da un libretto (di cui non ricordo il titolo) che parlava appunto della cattedrale come uno dei “luoghi potteriani”.

Beh, fans di HP che non siete ancora stati in terra di Albione, cosa state aspettando??

Questo post partecipa all’iniziativa “L’architettura dei miei viaggi” di Monica di Viaggi e Baci.

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6 risposte a “L’architettura dei miei viaggi

  1. Se tu ti diverti a scrivere, non sai io quanto mi diverto a leggere i tuoi abbinamenti anglo-blibli-travel-iani … sei fantastica! E spero davvero che tu diventi una partecipante fissa di questo appuntamento di condivisione 🙂
    Sarà che amo l’Inghilterra??? Boh …

  2. Ci toccherà proprio andare, dunque! Sebbene HP stia perdendo fascino da queste parti … magari prima o poi ci aggregheremo ad un vostro viaggio, con una guida come te sarebbe tutto molto più bello! 🙂

  3. Bellissimo ma anche impressionante il chiostro della cattedrale! A una fifona come me risveglierebbe paure ataviche più che il complesso di cenerentola (già presente di suo comunque). E però mi piacerebbe proprio tanto visitarlo sto castello! Grazie delle dritte e dei bei posti nuovi che mi hai fatto conoscere!

    • Anch’io la ricordo come imponente e impressionante, ma ti assicuro che gli scricchiolii delle porte del castello risvegliavano paure ben più…paurose! 😉
      Grazie per essere passata da queste parti.
      Monica

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