I’m a Barbie girl, in a Barbie world…

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Questo post mi ha dato molto da pensare e mi ha fatto venire in mente un aneddoto.

Alcuni anni fa insegnavo in una classe terza a maggioranza maschile. Terminato il mandato (supplenza del Capo d’Istituto, in gergo tecnico) venni mandata in un’altra scuola, così mi congedai dai miei alunni dicendo: “Mi spiace, ragazzi, ma questa sarà la nostra ultima lezione perché da domani il Provveditore mi manderà ad insegnare in un’altra scuola.” Uno di loro, il portavoce per eccellenza, un metro e mezzo di macho-man in embrione, con voce incerta tra il PuffoBurlone e Terminator, mi dice: “Noooo prof! Ci spiace che da domani non sarà più con noi!!” [segue attimo di silenzio] “Vabbé, speriamo che quella dopo di lei sia giovane e carina!!” Lo guardo divertita con occhi sgranati (ma con il mio orgoglio femminile al livello del mocio per i pavimenti del bidello) e rispondo: “Cosa vorresti dire? Che io sono vecchia e brutta??!!”  “Nooooo, prof!” si affretta nell’errata corrige lui: “Volevo solo dire che speriamo che la prossima prof sia alta, bionda e possibilmente con due belle… (segue esplicito gesto)… così!”

Mettiamola così: dopo aver scoperto grazie a Lucy che esiste Barbie Insegnante, capisco il modello di English teacher che il mio piccolo hooligan aveva in mente.

Ai miei tempi non ricordo che esistessero le Barbie I can be, quindi io mi sono ispirata a modelli reali per diventare l’insegnante che sono e la natura ha fatto il resto (per dire: non sono alta, non sono bionda e non ho le due cose così, che tanto solleticavano la fantasia dei miei studenti maschi).

Io comunque aspiravo a diventare principessa o parrucchiera (oggi: hair designer) per cui le Barbie dei miei tempi andavano benissimo, per sognare.

Che poi mi chiedo con quale Barbie abbia giocato da piccola Kate Middleton, per esempio…

Cacchiarola, però: Barbie Insegnante costa una cifra, su Amazon! Per fortuna la fionda fatta con il ramo a forcella della betulla, l’elastico dei boxer e l’adesivo di Ben 10 appiccicato sopra mi fa di Bambino un maschiaccio felice con 50 centesimi!

No, dai scherzavo: le scarpe da calcetto e la quantità gel per la cresta come quella di Cristiano Ronaldo mi costano tanto quanto Barbie Parco Giochi Acquatico con Cagnolino!

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12 risposte a “I’m a Barbie girl, in a Barbie world…

  1. Ma la “terza” che terza era? Ti chiamavano prof e quindi direi terza media… Pensa che in una scuola in cui ho lavorato c’era un ragazzino che diceva cose simili, ma era in quarta elementare. E sono certa che di barbie insegnante non ne avesse vista mezza 😀

  2. non sapevo che fossi un’insegnante di inglese. devo dire, credo che sto per scrivere qualcosa di molto relativo ma basato sulla mia esperienza personale, che le insegnanti di lingue sono sempre quelle con l’aria e l’aspetto più giovane e simpatico. solo per dirne una, quindi, lascia stare le barbie teacher. meglio brave, preparate, attente ad ogni singolo studente, sensibili e simpatiche. ma questo è un modesto parere, basato lo ripeto sulla mia esperienza…. 😉

    • Ahaha! Grazie! No, non ci tengo ad essere una Barbie Teacher: decisamente non ho il fisico! Ho puntato tutto sulla conoscenza della materia! Era la mia unica chance di successo: la natura e la genetica hanno decisamente premiato mio fratello. Che però non sa l’inglese! 😉

  3. A Kate hanno regalato la Barbie “sono ricca, bella e regale meno della regina non posso fare” … ma non potevano comprarla anche a me?! 😀
    Ah già, mi mancavano parecchi requisiti!
    Comunque è significativo che non ce ne sia una “impiegata di concetto” … sarebbe una noia incredibile, ci dovevo proprio pensare, accidenti!

  4. Secondo me l’immaginario letterario-visuale (traduco: film e telefilm) ha fatto molto di più per lo stereotipo della supplente (che, per definizione, è giovane, almeno in paesi normali – lascia fare l’Italia) di quanto possa aver fatto la Barbie. In generale, se le bambole, come dice anche Lucy nel suo post, servono per sviluppare il make-believe attraverso il meccanismo dell’identificazione (come molte altre cose, peraltro, bambole o meno), non vedo perché non farle di ogni tipo di professione. A meno di voler implicitamente alimentare una sottile (e per me pericolosa equazione) di questo tipo: Barbie = superficiale; alcuni professioni = di seconda classe ==> Barbie può essere solo di quelle alcune professioni.
    Un ragazzo di 13 anni ha l’ormone a palla. Ne è letteralmente bombardato senza nemmeno, per di più, capire bene di che cosa stia parlando. A me, tutto sommato, pare as simple as that.

    • Oh, yes, ‘povna. L’ormone a palla è la spiegazione giusta! Però credo che l’immaginario ormonale dei miei hooligans si fosse allora ispirato al modello “veline”, più che agli stereotipi della supplente da film o telefilm: quelli forse appartenevano all’immaginario ormonale dei loro padri (peraltro altrettanto delusi dalla sottoscritta in occasione dei colloqui, nel caso… 😉 ).
      Barbie un po’ superficiale lo è, dai, ma da qui a demonizzarla… Per carità! E poi era così bello giocarci! Avevo ho ancora (in cantina) persino la Skipper versione adolescente che facendo ruotare il braccio aumentava la statura e la dimensione del seno. Ma di quella, ai miei hooligans, non ho mai parlato. Le conseguenze potrebbero essere disastrose. 😉
      Un abbraccio.

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